Intervista all'atleta della Nazionale Italiana di Sci Paralimpico Alex Furlan

6 giugno 2016
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Cari amici, oggi siamo in compagnia dello sciatore di Santa Maria di Sala (Ve) Alex Furlan, atleta della Nazionale Italiana di Sci Paralimpico, che nel 2016 ha concluso la stagione invernale con l’ottimo 3° posto nello Slalom ai Campionati Italiani di Sci Alpino nella categoria Standing e con il brillante 14° posto in Coppa Europa.

Qual è bilancio della stagione appena conclusa e quali sono i tuoi obiettivi in vista della nuova?
La stagione appena conclusa è stata molto positiva; piena di emozioni, traguardi e delusioni come solo questo sport ti sa offrire.
Ho partecipato per la prima volta al circuito di Coppa Europa ed a Tarvisio ho esordito in Coppa del Mondo.
Quest’anno quello a cui tenevo di più era confermare i punti per lo Slalom Gigante in Coppa del Mondo, nello Slalom Speciale e Super G in Coppa Europa; obiettivi centrati pienamente!
Per la prossima stagione gli obiettivi saranno: innanzitutto confermare il punteggio per tutte le specialità in Coppa del Mondo e la partecipazione ai Campionati Mondiali in Italia a Tarvisio. Per questi obiettivi mi allenerò duramente per migliorare le performance in gara, sfruttando anche l’esperienza maturata in questi anni.
Cosa si prova a rappresentare il tuo paese durante le gare internazionali e di fatto ad eccellere nello sci alpino?
Rappresentare il mio paese e indossare la maglia azzurra, praticando lo sport che più amo, è una sensazione meravigliosa!
Questo genere di occasioni non capitano tutti i giorni, sono frutto di anni di sacrifici, impegno e dedizione; tutto questo mi rende fiero, per tutto quello che ho fatto e che continuerò a fare.
Qual è stato il tuo segreto per arrivare nel giro di pochi anni alla convocazione azzurra?
Non c’è un vero e proprio segreto, è stata una sfida con me stesso. Ho lavorato duramente 5 anni per arrivare fin qui, tanta passione e forza di volontà, tenacia ma soprattutto il coraggio per affrontare una vita nuova e una nuova avventura sportiva. Mi sono allenato molto sia nei mesi invernali che in quelli estivi per essere pronto e fisicamente preparato per le gare in programma.

Come è noto, qualche anno fa hai avuto un grave incidente, che ha comportato l’inizio di un percorso molto complicato; Com’è cambiata la tua vita, quali sono stati gli ostacoli che hai dovuto affrontare e superare?
Nel giugno 2009 ebbi un grave incidente stradale, che mi procurò numerose fratture alla gamba sinistra e causò anche l’amputazione del braccio sinistro.
Questo episodio fu la fine di un esistenza agevole e allo stesso tempo fu una presa di coscienza del valore della vita e della forza che ogni essere umano custodisce celata dentro di se.
La mia vita è cambiata dall’oggi al domani e improvvisamente mi sono ritrovato ad affrontare ostacoli come imparare nuovamente a camminare, allacciare le scarpe e tante altre cose che solitamente facevo prima e oggi faccio solamente con un arto.
Posso certamente dire che sono orgoglioso di me stesso, è stato un cambiamento radicale, un percorso che mi ha fatto crescere e diventare quello che sono oggi.
In tutto questo quanto è servito lo sport?
Se non avessi conosciuto in questo modo il mondo dello sport, forse a quest’ora sarei a casa a pensare a come potrebbe essere la mia vita.
Lo sport è stato la mia salvezza, la mia nuova prospettiva. Mi ha fatto confrontare e condividere esperienze quotidiane con persone con problematiche più o meno gravi delle mie, capendo che nonostante gli ostacoli e le battute d’arresto la vita va comunque avanti.
In base alla tua esperienza che consigli daresti a qualsiasi ragazzo (disabile e non) che sta attraversando un momento di difficoltà?
I momenti difficili possono arrivare per tutti. Ho sempre aiutato persone e amici con problemi di disabilità e continuerò a farlo. La cosa più importante che vale per tutti è ricordare di mettersi costantemente in gioco con se stessi.
Nello sport o nella quotidianità, l’ esistenza è una sola e va vissuta al meglio!

C’è qualcuno in particolare che vuoi ringraziare alla base del tuo successo?
Alla base del mio successo ci sono molte persone che desidero ringraziare: in primis la mia ragazza e mia madre che, nonostante i sacrifici, mi sostengono e aiutano in tutto quello che faccio.
Poi ci sono i ringraziamenti sportivi, in particolare alla societa’ Brainpower asd e al Presidente Elena Dolcetta; il mio allenatore/amico Mattia Casanova, senza il quale non sarei mai arrivato a questi risultati; alla Federazione per tutto il sostegno e aiuto offertomi; al mio personal trainer Nicola Tommasello che mi incita sempre ad allenarmi; ad H24 che mi aiuta nell’integrazione e a Cristina Antinucci che mi segue nella nutrizione; a Roberto Pattarello, il mio fisioterapista che sa sempre come farmi ritornare più forte di prima; alla Sanitaria Tonus sas, società che mi supporta nel modellamento delle scarpe e scarponi da scii; al mio skiman Mattia Guindiani; un ringraziamento speciale va all’azienda Euromark Industries srl in cui lavoro e per concludere un grazie speciale a tutti i miei amici, familiari e fans che mi seguono anche da casa.

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